16 settembre 2017

Che vada a farsi friggere il Bianconiglio di Alice, con quel suo orologio sgangherato e il tempo che non c'è!



disegno di Valentina Luberto



Oggi ho incontrato un abbraccio, una poesia e un amico. Ho ritrovato qualcosa che avevo perso, anche. In un momento, sono balzata in un posto in cui non ero mai stata, ma dove qualcosa continuava a dirmi: Tornerai. Sono entrata come si entra in quei luoghi che devono essere magici e da cui devi uscire come se qualcosa di meraviglioso ti fosse entrato dentro e non se ne volesse più andare. In un posto così ti muovi lentamente, lasci che gli occhi scelgano qualcosa da portare via con loro, come se avessero tutto il tempo di questo mondo.
Che vada a farsi friggere il Bianconiglio di Alice, con quel suo orologio sgangherato e il tempo che non c'è!, dici, non tanto ad alta voce perché potresti spaventare qualcuno o qualcosa che si nasconderebbe e tu non vedresti mai.
Quante cose nasconde la paura?
Quante volte si corre dietro al Bianconiglio per non fermarsi, aspettare e stare a vedere?
Quante inutili domande mi sto facendo quando, invece, dovrei solo chiudere gli occhi e ricordare tutto quello che da quel posto ho portato via con me?
A passi lenti, in una penombra in cui sicuramente stavano danzando le ombre cinesi, ho iniziato a danzare anche io e credo di essermi innamorata. Sì, sì, la sensazione era quella: il cuore che batte, lo stomaco vuoto, gli occhi felici, il tempo che si ferma e quell'espressione da stoccafisso che, in quella situazione, è così buffa da sembrare romantica.
Sono andata via, senza andarmene per davvero.
Ho incontrato un abbraccio che aveva gli stessi colori dell'autunno, più una punta di blu e una poesia che sapeva raccontarlo. Distrattamente sono inciampata in un pezzo di me, mentre ascoltavo una canzone nuova che, nonostante ciò, sapeva del mio cuore quello che non vuole ascoltare.
Qualche volta vorrei credere al Bianconiglio, a tal proposito, spero nessuno lo abbia fritto, in modo che possa accadere che lo incontri. Dicevo, vorrei credere che bisogna correre, così non avrei il tempo che serve per attraversare tutto quello che c'è da attraversare e, inevitabilmente, portare via qualcosa con me.
Tutte le volte che porti qualcosa con te torna quella voce sottile che dice: Tornerai - anche se non ci sarà qualcuno o qualcosa ad aspettarti - tornerai.


[volevo scrivere qualcosa che raccontasse il mio disegno, forse l'ho raccontato, anche se non sembra, forse quel disegno è uno di quei luoghi che devono essere magici, in cui ti muovi lentamente per permettere agli occhi di portare via qualcosa per cui tornare]

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